Come le attività umane minacciano i giganti del mare

Secondo Esiodo, Oceano fu un Titano dall’inesauribile potenza generatrice. Dopo aver dato vita a tutto e chiunque, continuò a scorrere entro i margini della Terra, rifluendo in sé stesso in un moto perpetuo. Al tempo, che il figlio del Cielo e della Terra potesse essere messo in ginocchio dalla natura umana non era di certo concepibile. Eppure, oggi, questo è quanto si racconterebbe.

Da quando si è imposto come “dominatore” del pianeta, non esiste ecosistema che non abbia subìto l’impatto dell’Homo sapiens.

Quella che dovrebbe essere una logica simbiosi tra essere umano e natura, vede quest’ultima pagarne le conseguenze. Il drammatico resoconto non risparmia gli oceani e i suoi abitanti. Secondo il WWF e la Commissione Internazionale per la Caccia alle Balene (IWC), almeno 300.000 cetacei vengono uccisi accidentalmente ogni anno durante le attività di pesca, a cui si aggiungono le oltre 100.000 uccisioni volontarie per il consumo umano.

La mortalità diretta di questi animali dovuta alla pesca, alle collisioni con le imbarcazioni o ancora alla presenza delle cosiddette “reti fantasma”, che intrappolano spesso mortalmente questi esemplari, rappresenta soltanto la punta dell’iceberg.

La Rivoluzione Industriale ha segnato un cambiamento epocale e l’inizio di una serie di eventi le cui conseguenze, forse, sono emerse troppo tardi. Le acque marine sono sempre più inquinate da microplastiche, metalli pesanti e sostanze chimiche tossiche che si accumulano nella catena alimentare con al vertice proprio i cetacei, provocando danni al sistema immunitario e disturbi ormonali. Questo inquinamento, dunque, diventa la causa dell’aumento della mortalità per malattie e della drastica diminuzione della capacità riproduttiva di questi animali: secondo uno studio pubblicato nel 2018, i livelli di alcune sostanze tossiche nei cetacei del Nord Atlantico potrebbero ridurre le nascite del 50% (Desforges et al., 2018).

L’effetto domino innescato dall’irresponsabile attività antropica, tuttavia, non si esaurisce con la cattura dei grandi cetacei e l’avvelenamento delle acque. Nel mondo sommerso, il suono rappresenta un fattore di vitale importanza per questi mammiferi, essendo alla base della comunicazione, dell’orientamento e della predazione. Tuttavia, i sonar militari, l’esplorazione petrolifera e il traffico navale creano un vero e proprio rumore di fondo, rendendo gli oceani sempre più caotici. Questi suoni mascherano i richiami tra individui, ostacolandone la comunicazione e la navigazione. L’inquinamento acustico, a seconda dell’intensità e della durata dell’esposizione, può indurre risposte fisiologiche e comportamentali di stress, interferire con i meccanismi di ecolocalizzazione e comunicazione, ridurre l’efficienza nella ricerca del cibo e, in casi estremi, causare episodi di spiaggiamento.

Ecco perché, anche se i dati sulle morti dirette sono già allarmanti, il vero impatto delle attività umane sulle popolazioni di cetacei è ancora più grave e profondo: molte specie oggi sopravvivono in uno stato di “stress ecologico cronico” che ne compromette la sopravvivenza e la capacità di ripresa.

Dott. Fortunato Malta
Biotecnologo

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Il CESRAM al Festival Pensa Tu 2025

Dal 10 al 12 aprile, la città di Vibo Valentia ha ospitato Pensa Tu – Festival della Scienza e della Curiosità, una manifestazione dedicata alla divulgazione scientifica e al dialogo tra scienza e comunità, un’esperienza collettiva all’insegna della conoscenza. Anche quest’anno il CESRAM ha portato al festival la voce del Mar Ionio attraverso il racconto della sua ricerca.

La partecipazione al festival ha rappresentato per l’ente un’importante occasione per raccontare al pubblico le meraviglie del proprio territorio e della biodiversità marina che popola le acque calabresi. Nel corso delle giornate, i visitatori dello stand del CESRAM hanno potuto ascoltare le registrazioni dei vocalizzi dei cetacei che abitano il Mar Ionio: una vera e propria immersione sonora nel mondo sottomarino.

L’ascolto dei suoni emessi da delfini, balene e capodogli ha suscitato grande interesse e partecipazione, soprattutto tra i più giovani. L’esperienza sensoriale è stata accompagnata da spiegazioni volte a far comprendere l’importanza di questi segnali acustici, sia per la comunicazione tra individui della stessa specie sia come strumento di orientamento e caccia.

Uno dei momenti più significativi della partecipazione del CESRAM al Festival si è svolto sabato 12 aprile, quando la presidentessa, la dott.ssa Maria Assunta Menniti, ha tenuto un talk dedicato ai cetacei del Golfo di Squillace, nel cuore della costa ionica calabrese. L’intervento ha offerto uno spaccato sulla presenza stabile di diverse specie di cetacei – tra cui stenelle striate, tursiopi e grampi – nelle acque antistanti la Calabria.

La dott.ssa Menniti ha posto l’accento su due aspetti fondamentali: l’importanza ecologica dei cetacei come predatori apicali in grado di regolare l’equilibrio dell’ecosistema marino, e il ruolo cruciale della ricerca scientifica nel monitorare la loro salute e individuare tempestivamente eventuali minacce, spesso legate alle attività umane. Tra queste, l’inquinamento acustico, le collisioni con imbarcazioni e la perdita di habitat sono fattori che mettono a rischio la sopravvivenza di queste specie nel Mediterraneo.

Attraverso dati, immagini e testimonianze raccolte sul campo, il talk ha inteso rafforzare la consapevolezza del pubblico rispetto alla ricchezza naturalistica del proprio territorio e al dovere collettivo di proteggerla. L’obiettivo è quello di promuovere una cultura della tutela ambientale che parta dal coinvolgimento diretto delle comunità locali, chiamate a riconoscersi come custodi del mare che le circonda.

La presenza del CESRAM al Festival Pensa Tu 2025 ha dunque rappresentato una testimonianza concreta del legame tra ricerca, territorio e cittadinanza attiva. Il centro, da sempre impegnato nella salvaguardia dell’ambiente marino e nella promozione della conoscenza scientifica, considera eventi come questo parte integrante della propria missione: portare la scienza fuori dai laboratori e condividerla con la società, affinché diventi patrimonio comune.

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I cetacei dello Ionio

I cetacei popolano tutti i mari del pianeta, distinguendosi tra loro per abitudini, strategie di sopravvivenza e complesse strutture sociali; da ormai quindici anni, il CESRAM svolge un ruolo centrale nel monitoraggio e nella tutela di questi animali. Le sue attività di ricerca sono fondamentali per comprendere la distribuzione, il comportamento e lo stato di salute delle popolazioni presenti nel Mar Ionio e, allo stesso tempo, consentono di valutare l’impatto delle attività antropiche fornendo un contributo essenziale per la salvaguardia di queste specie.

Ma quali sono i cetacei che popolano queste acque? Delle oltre 80 specie ad oggi conosciute, gli avvistamenti effettuati nel corso degli anni hanno permesso di identificarne alcune che trovano nel Mar Ionio calabrese un ambiente particolarmente favorevole.

Con i suoi 169 mila chilometri quadrati di superficie, il Mar Ionio è secondo solo al Tirreno per estensione, ma primo per profondità, raggiungendo una massima di 5.270 metri al largo della Grecia.

L’eterogenea geomorfologia, unita al posizionamento geografico che lo pone come punto di incontro tra le fredde correnti atlantiche e le calde acque del Canale di Suez, rende questo mare un hotspot ideale per alcuni di questi mammiferi.

In particolare, delle otto specie che sono regolarmente avvistate nel Mediterraneo, sono tre quelle abitualmente osservate dal CESRAM durante le spedizioni di ricerca sulla megafauna ionica: la stenella striata, il tursiope e il grampo.

La stenella striata (Stenella coeruleoalba) è il cetaceo più abbondante nel Mediterraneo e primo per numero di avvistamenti, riconoscibile per il corpo affusolato, il dorso grigio scuro e le caratteristiche strisce lungo i fianchi. Può raggiungere i 2 metri di lunghezza e 120 kg di peso, vivendo principalmente in acque pelagiche profonde. Si nutre di pesci semi-abissali, cefalopodi (con una predilezione per i totani) e crostacei planctonici.

La stenella striata si sposta in gruppi che possono contare da 30 a oltre 100 individui e come molti altri delfinidi, comunica tramite click e fischi e utilizza l’ecolocazione per orientarsi e cacciare.

Le stenelle sono note per il loro carattere giocoso e socievole: spesso si avvicinano alle imbarcazioni per cavalcare le onde di prua compiendo spettacolari salti.

Il tursiope (Tursiops truncatus), secondo solo alla stenella per frequenza di avvistamenti, è il delfino più grande del Mediterraneo, raggiungendo i 3 metri di lunghezza e i 180 kg di peso. Ha un corpo robusto, una colorazione grigia uniforme e un rostro (muso) corto e tozzo. Nel Mediterraneo si trova prevalentemente in acque costiere, ma può spingersi anche in mare aperto, tendenzialmente per cacciare. Questo esemplare, infatti, è estremamente adattabile e può essere avvistato sia in acque poco profonde, incluse lagune ed estuari, sia in aree pelagiche, caratteristica che ne determina la distinzione tra ecotipo costiero e, appunto, pelagico.
Specie agile e veloce (può nuotare raggiungendo i 40 km/h), è un predatore la cui dieta varia da pesci a cefalopodi e crostacei.

Ogni individuo possiede un “fischio firma”, un suono distintivo usato per il riconoscimento individuale e la comunicazione all’interno del pod.

Grazie all’influenza dei media nella cultura popolare e il fatto che sia tra le specie più comuni nei parchi acquatici, è diventato il “delfino” per antonomasia.

Il grampo (Grampus griseus) è un delfino facilmente riconoscibile grazie alla sua testa tondeggiante e priva di rostro, alla pinna dorsale alta e arcuata, e al corpo solcato da numerose cicatrici bianche, dovute tendenzialmente alle interazioni sociali con i suoi simili. Sebbene nasca con una colorazione scura, col passare del tempo la pelle dell’animale tende a schiarirsi, facendo sì che gli esemplari più anziani appaiano quasi completamente bianchi. Può raggiungere i 4 metri di lunghezza e i 600 kg di peso.

Nonostante sia una specie pelagica, non è raro avvistarlo anche vicino alla costa, dove di solito si sposta in piccoli pod di 5-10 individui, anche se talvolta possono formarsi aggregazioni molto più ampie composte da centinaia di esemplari.

Il grampo comunica attraverso click e brevi fischi, utilizzati sia per l’ecolocazione che per la comunicazione sociale. È anche noto per alcuni comportamenti curiosi, comuni anche ad altri cetacei, come lo “spyhopping”, durante il quale emerge dall’acqua per osservare l’ambiente circostante, e il “tail slapping”, in cui colpisce la superficie del mare con la coda.

Nonostante queste tre specie siano le più frequentemente avvistate al largo delle coste ioniche, il Mediterraneo ospita una cetofauna ancora più ricca e variegata. Dai delfini comuni, la cui popolazione è drasticamente diminuita negli ultimi decenni a causa dell’impatto delle attività umane, ai maestosi capodogli, le cui rotte si snodano attraverso le profondità dello Ionio. A completare questo scenario vi sono zifi, globicefali e balenottere comuni, testimoni di un magnifico patrimonio faunistico da custodire e proteggere.

Dott. Fortunato Malta
Biotecnologo

 

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Il Tursiope nel Mediterraneo: un’unica specie, diversi habitat?

Uno studio, coordinato dalla Fondazione Acquario di Genova ONLUS e realizzato in collaborazione con diversi gruppi di ricerca, tra cui il CESRAM, ha esaminato la distribuzione dei tursiopi nel Mediterraneo. I risultati ottenuti evidenziano una netta prevalenza di tursiopi costieri, senza prove di coesistenza con l’ecotipo pelagico.

Dalla Nuova Scozia alla Patagonia, dal Nord del Giappone alle coste australiane, il tursiope comune (Tursiops truncatus) è uno dei cetacei più diffusi al mondo. La vasta occupazione territoriale del tursiope è sicuramente da attribuire alla sua straordinaria capacità di adattamento che gli ha permesso di colonizzare nel tempo diversi habitat, dalle più basse acque costiere agli oceani più profondi, a eccezione delle gelide regioni polari. La preferenza ambientale, in concomitanza a specifiche caratteristiche genetiche, è comunemente utilizzata come criterio per distinguere due gruppi di tursiopi, definiti “ecotipi”: quello costiero, che predilige acque poco profonde, e quello pelagico, che vive in mare aperto con profondità superiori ai 200 metri.

Nel Mar Mediterraneo, la sua massiccia presenza ha reso questo mammifero secondo solo alla stenella (Stenella coeruleoalba) per numero di avvistamenti. Poiché la sua presenza è stata quasi sempre registrata entro profondità relativamente basse, i tursiopi del Mediterraneo vengono tendenzialmente identificati come appartenenti all’ecotipo costiero. Tuttavia, nel 2015, uno studio ha dimostrato che alcuni esemplari spiaggiati lungo le coste mediterranee presentavano tracce di DNA simili a quelle dell’ecotipo pelagico, suggerendo la possibile coesistenza dei due gruppi.

Per comprendere le abitudini della specie e verificare l’effettiva presenza dell’ecotipo pelagico anche nei nostri mari, il CESRAM, in collaborazione con altri 42 gruppi ed enti di ricerca internazionali, ha partecipato alla raccolta dati di avvistamenti di tursiopi coprendo una vasta area del bacino per un periodo di 15 anni. La ricerca, la più estesa mai condotta sulla popolazione mediterranea dei tursiopi, ha analizzato dati provenienti da avvistamenti e foto-identificazioni. I risultati ottenuti indicano una netta preferenza di questi mammiferi per le acque costiere, nonostante alcuni avvistamenti sporadici in mare aperto. In particolare, i dati evidenziano che soltanto quattro individui su migliaia di esemplari sono stati avvistati esclusivamente in acque pelagiche, tutti nel Mar di Alborán, tra la Spagna e il Marocco. È possibile che questo comportamento dipenda in parte dall’adattamento dei tursiopi nel tempo allo sfruttamento delle risorse locali, dalle reti da imbrocco e da traino alle gabbie di acquacoltura, portando a una sorta di “evoluzione culturale” come conseguenza delle attività umane.

Questi risultati suggeriscono che i tursiopi che popolano il Mediterraneo siano principalmente costieri, escludendo la coesistenza dei due ecotipi. La presenza di DNA pelagico negli esemplari spiaggiati potrebbe essere attribuita a una passata colonizzazione del bacino da parte dei tursiopi atlantici, i quali avrebbero conservato i tratti genetici originali pur adattandosi al nuovo ambiente.

Dott. Fortunato Malta
Biotecnologo

 

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La doc Mary racconta: il Mar Ionio

Ecco una sfiziosa novità!
Vi presentiamo una creazione unica realizzata dagli studenti del Liceo Artistico di Catanzaro, Istituto di Istruzione Superiore “Giovanna De Nobili”, in collaborazione con il CESRAM.
🐟I ragazzi del liceo hanno creato un fumetto, trasformando la nostra presidente Maria Assunta Menniti in un divertentissimo avatar. Un grazie particolare agli studenti per aver realizzato i disegni con estrema passione, avendo cura dei dettagli nei minimi particolari.
👉L’intero fumetto è fruibile al seguente link https://www.sfogliami.it/fl/273744/zs5vhkq9r5pndhbd92xnegbh9yrs
Divertitevi e fate divertire i vostri bambini alla scoperta del mare e dei suoi abitanti!
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Progetto “Ghost-Net #23”

COMUNICATO STAMPA 16/04/2023

Il progetto “Ghost-Net #23” nasce dalla necessità di risolvere uno dei problemi più attuali che altera gli equilibri naturali della biodiversità marina e costiera: la presenza di reti e attrezzi da pesca abbandonati. Secondo un rapporto realizzato da FAO e UNEP (2009), ogni anno in tutto il mondo vengono abbandonate o perse dalle 640.000 alle 800.000 tonnellate di attrezzi da pesca (reti, cordame, trappole, galleggianti, piombi, calze per mitilicoltura) e i dati sono in continuo aumento. Le reti, una volta abbandonate lungo il fondale marino, agiscono da trappole mortali per numerosi organismi, provocando danni enormi ma non irreversibili. Solo tramite pratiche e strategie sostenibili si possono contrastare minacce di tali entità, capaci di trasformare ecosistemi marini straordinari in distese prive di vita.

L’Associazione CESRAM, Centro Studi e Ricerca Ambiente Marino, che si occupa da tredici anni di salvaguardare l’habitat marino e le specie protette attraverso programmi di ricerca scientifica e divulgazione ambientale, e SubSeaRov, azienda specializzata in servizi e forniture per la subacquea professionale e nell’uso di ROV (remotely operated vehicle), hanno deciso di unire le forze e attuare la prima campagna di pulizia e rimozione delle reti fantasma all’interno del Golfo di Squillace. Le ricognizioni subacquee con i ROV, utili per individuare le aree con maggiore presenza di rifiuti, avranno inizio a metà maggio e fin da subito verrà attuato il recupero degli stessi.

“Il Golfo di Squillace è il nostro mare, quel tratto di Mar Ionio che ci da cibo salutare, che ci fa meravigliare delle sue bellezze, che ci fa rilassare con la sua immensità. Tutti siamo responsabili della sua salvaguardia. Il progetto è ambizioso, grande, faticoso ma noi ci crediamo fino in fondo e sono sicura che tutti insieme lo porteremo a termine. I cetacei che noi studiamo regolarmente e che amiamo non possono vivere rischiando la vita ogni giorno, dentro la loro casa, per colpa nostra” dichiara il presidente e direttore scientifico, Maria Assunta Menniti.

“La SubSeaRov opera nel campo subacqueo con una personale esperienza ventennale nel settore. Il suo core business sono le ispezioni subacquee con ROV (remotely operated vehicle), prestando la massima attenzione all’ ecosistema marino. Credo che investire in questa campagna sia una delle migliori scelte mai fatte e spero che in tanti si uniranno a noi” dichiara il titolare della SubseaRov, Osvaldo Basile.

Conosciamo meglio i protagonisti di questo progetto.
Il Centro Studi e Ricerca Ambiente Marino, CESRAM, è un’ associazione no profit, nata a Novembre del 2010, dalla passione per il mare e la natura che lega i suoi soci fondatori. La maggior parte dei componenti sono professionisti biologi e naturalisti che dedicano la loro esperienza alla divulgazione scientifica mediante attività di educazione ambientale al fine di fare avvicinare i giovani alle scienze naturali. Obiettivo principale dell’associazione è lo studio e la salvaguardia delle specie protette e degli habitat marino-costieri. Numerosi sono i progetti e le collaborazioni concluse e in corso, sia a livello nazionale sia a livello internazionale (es. “Progetto a sostegno della specie Tursiops truncatus nel tratto di Mar Ionio compreso tra Brancaleone e Botricello e azione straordinaria di rimozione dei rifiuti sui fondali del SIC Fondali di Stalettì” – POR CALABRIA FERS-FSE 2014-2020).
La SubSeaRov è un’azienda che opera nel campo subacqueo a 360° attraverso lavori subacquei con operatori e ROV, perizie, realizzazioni di piani di sicurezza per unità adibite al traffico commerciale e pesca secondo le direttive del Decreto Legislativo n. 271/99, monitoraggi ambientali tra i quali rilievi single e multi beam, rilievi side scan sonar, installazione e gestione di reti ondometriche e correntometriche.

Se anche tu vuoi prendere parte al progetto “Ghost-Net #23” invia un mail descrivendo quale potrebbe essere il tuo contributo.

OSVALDO BASILE

+39 392 7018841

www.subsearov.it ispezioni.rov@gmail.com


MARIA ASSUNTA MENNITI

+39 348 6922981 www.cesram.it cesram@libero.i

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CAMPI DI RICERCA E TIROCINI 2023

SCHEDA INFORMATIVA CAMPI DI RICERCA/STAGE/TIROCINI

COSA ASPETTARSI?

I campi di ricerca del CESRAM sono un’occasione per vivere un’esperienza senza pari alla scoperta delle specie e degli habitat presenti nel Mar Ionio, tramite attività di monitoraggio, biowatching, elaborazione dati e attività di sensibilizzazione. Le giornate sono molto dinamiche e l’orario del piano giornaliero può variare in base allo stato del mare, alle condizioni meteorologiche e alle priorità delle attività di ricerca. E’ importante essere flessibili e tenere presente che il lavoro sul campo, relazionato al monitoraggio dei cetacei, non è prevedibile al 100%. Il vostro contributo sarà quello di coadiuvare il nostro team in ogni aspetto della vita a bordo ed in ogni attività di ricerca, dalle attività di elaborazione dati alle attività di sensibilizzazione e divulgazione.

ATTIVITÀ

Se le condizione meteo marine lo permettono, si esce in gommone e/o barca a vela già dalle prime ore della mattina per effettuare il monitoraggio dei cetacei, in particolare del delfino tursiope Tursiops truncatus. Durante la navigazione si segnalano tutte le specie marine incontrate, effettuando un report fotografico e segnando sempre le coordinate GPS. Successivamente sarà possibile elaborare i dati raccolti durante l’uscita in mare (tracciare rotte, elaborare mappe, usare il software GIS, elaborare le foto per la foto ID), approfondire le proprie conoscenze attraverso workshops sui vari aspetti della biologia dei cetacei e sui codici di avvistamento.
I partecipanti contribuiscono anche all’organizzazione di eventi pubblici (es. evento “AperiScienza”) in modo da illustrare le problematiche connesse alla conservazione degli habitat marini e delle specie a rischio e contestualmente promuovere la cornice naturalistica del territorio. Tali attività hanno luogo presso la sede operativa dell’Associazione a Copanello di Stalettì (CZ) e presso il MUDIMAR, MUseo DIdattico del MARe gestito dal CESRAM, all’interno del quale saranno anche organizzati laboratori didattici per bambini e ragazzi. Un componente del nostro staff sarà sempre al vostro fianco e sarà il tutor e il coordinatore di tutte le attività quotidiane.

COSA PORTARE?

Per le attività di campo è consigliato munirsi di: protezione solare, cappellino, scarpe da running o sandali da trekking, indumenti adeguati al periodo (molto leggeri per il periodo luglio/agosto/settembre). Per il tempo libero in spiaggia è consigliabile portare: costume da bagno, telo mare. I partecipanti alloggeranno presso la struttura operativa del CESRAM, dotata di una stanza con 5 posti letto singoli e servizi. I partecipanti dovranno provvedere autonomamente a lenzuola e/o sacco a pelo, asciugamani e detergenti a uso personale.

DURATA DEI CAMPI E CONTRIBUTO DI PARTECIPAZIONE

I campi iniziano dal mese di giugno e terminano a settembre. La durata minima è di 7 giorni, con arrivo di domenica e ripartenza di sabato (orientativamente, si possono concordare esigenze diverse). Ogni campo prevede la partecipazione minima di 3 persone. Il contributo da versare per la partecipazione è pari a € 350,00/settimana. Gli aspiranti volontari possono decidere di partecipare al campo per più di una settimana. Il contributo COMPRENDE: tessera socio 2023, assicurazione infortuni, kit di benvenuto, pranzo a sacco durante le uscite in mare, alloggio, spostamenti, formazione, t-shirt con il logo dell’associazione, costi per le uscite in mare, attestato di partecipazione. Il contributo NON COMPRENDE: il vitto supplementare, le spese di viaggio e le spese personali. Un acconto pari a € 100,00 dovrà essere versato al momento dell’iscrizione al campo tramite bonifico. La restante quota il giorno prima dell’arrivo.

INFORMAZIONI DI VIAGGIO

L’aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme (SUF). Il luogo di destinazione finale è Soverato, raggiungibile con il treno e/o pullman.
N.B. (1) Per gli studenti di Scienze Naturali, Scienze Biologiche e lauree affini l’associazione si rende disponibile a fornire certificati di partecipazione per l’eventuale riconoscimento di Crediti Formativi Universitari (CFU), ad elaborare un programma personalizzato in base al percorso di studio e a dare la possibilità di svolgere stage (minimo 100 ore e max 900) e tirocini curriculari.

Per eventuali dubbi è sempre possibile contattare l’associazione:
e-mail: info@cesram.it
tel. 3486922981

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Spot CESRAM 2023

“Dobbiamo fare tutto il possibile per salvaguardare, proteggere e amare colui che rende possibili le nostre vite… il Mare. Il segreto per il cambiamento è smettere di vedere ciò che sembra ed iniziare a vedere ciò che è. L’inquinamento marino e l’estinzione di alcune specie passano attraverso lo sguardo dell’indifferenza e alla facilità di voltarsi dall’altra parte.

Il CESRAM offre un servizio ed è al servizio del mare e dei suoi abitanti. E se il mare si conosce si ama, e se si ama si rispetta.”

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Ecotrekking | ZSC Dune di Guardavalle

info evento: Partecipa e trascorri insieme a noi un sabato mattina, respirando la brezza marina e scoprendo la bellezza delle Dune di Guardavalle. La giornata prevede un breve percorso di ecotrekking (circa 2 Km) all’interno dell’area ZSC “Dune di Gurardavalle”. La zona esplorata è un’area di elevato interesse naturalistico per la presenza di habitat e specie di flora e fauna protette dalla Direttiva Habitat. La passeggiata, guidata dall’etnobotanico Carmine Lupia, sarà arricchita dalle curiosità sulle specie floristiche e vegetazionali tipiche del sistema dunale. Mentre si cammina si ripulisce insieme la natura dai rifiuti che man mano si trovano. A fine percorso si svolgerà un confronto tra i partecipanti e le biologhe dell’Associazione CESRAM spiegano quali sono le specie faunistiche presenti nel sito e i fattori di pressioni e minacce che agiscono nella ZSC.

Il percorso è adatto ad adulti e bambini.

INFO: Ritrovo presso HOSTARIA LE BALLE DEL MAESTRO. Cosa portare? Un sacchetto per raccogliere i rifiuti, guanti, una bottiglia d’acqua, scarpe da trekking, abbigliamento comodo.

Per qualsiasi info contattare cesram@libero.it o 3471165244/3486922981

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Il Ce.S.R.A.M. COLLABORA CON LA CAMPAGNA 30X30 DI WORLDRISE ONLUS

La campagna 30×30 è un’iniziativa nazionale che contribuisce ad uno sforzo internazionale indirizzato alla protezione, attraverso l’istituzione di Aree Marine Protette (AMP), di almeno il 30% dell’oceano entro il 2030. La campagna punta ad applicare questo target nelle acque italiane, un obiettivo tanto grande quanto necessario a garantire la funzionalità e produttività del Mare nostrum, a salvaguardare la biodiversità e gli ecosistemi marini e mitigare, d’altra parte, problematiche quali il sovrasfruttamento e gli impatti di varia origine che minacciano la ricchezza biologica dei nostri mari. La campagna avrà una durata di 10 anni e prevede la presenza di ben 30 obiettivi tra cui:

  • comunicare l’importanza, le meraviglie e le problematiche che interessano l’ambiente marino con un focus sul Mar Mediterraneo attraverso strumenti di comunicazione come infografiche, video, articoli ed eventi divulgativi
  • sviluppare e portare avanti ricerche e tirocini a supporto della campagna, e iniziative di leadership training di giovani change-makers per formare i futuri custodi del patrimonio naturalistico del Mediterraneo
  • Coinvolgere il settore privato, le organizzazioni, le istituzioni, i cittadini ed i principali stakeholders creando un movimento inclusivo e rappresentativo che supporti la campagna e promuova l’azione di protezione.

Gli organizzatori hanno messo in moto una macchina multifunzionale, attivando organizzazioni, numerose associazioni di volontariato, aziende e istituzioni pubbliche che, come il Ce.S.R.A.M., diffondono il messaggio, spiegando quanto sia importante il raggiungimento dell’obiettivo della campagna per la salvaguardia e la tutela dei nostri mari.

Se anche tu vuoi contribuire alla Nostra causa clicca su www.30×30.it  e UNISCITI A NOI !

Il nostro è un obiettivo tanto ambizioso quanto necessario e potremo raggiungerlo solo lavorando insieme.”

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