Durante le escursioni, non è raro assistere a comportamenti scorretti da parte dei turisti, spesso inconsapevoli. Gesti che possono sembrare innocui – come avvicinarsi troppo agli animali per scattare la foto “perfetta” o cercare un contatto diretto – possono in realtà causare gravi conseguenze alla fauna selvatica provocando stress e alterandone i comportamenti, mettendo a rischio la loro salute e, in alcuni casi, la sopravvivenza.

È proprio da questa consapevolezza e dall’esigenza di regolamentare un flusso potenzialmente distruttivo che nasce il concetto di ecoturismo, un modo nuovo di viaggiare che mette al centro il rispetto per la natura, le culture locali e la biodiversità. Il concetto di “viaggio turistico”, nel senso moderno del termine, ha radici molto antiche. Emerge durante l’Età del Grand Tour, tra il XVII e il XVIII secolo, quando giovani nobili e borghesi intraprendevano lunghi viaggi attraverso l’Europa per vivere un’esperienza educativa finalizzata allo scambio culturale, all’integrazione e alla formazione. Oggi, il termine “viaggio” si fregia delle più svariate sfumature senza tradire quella sua accezione ancestrale di esperienze culturali ed emozionali. Allo stesso tempo, però, è impossibile non prendere atto di ciò che comporta la soddisfazione di questo vezzo, la cui impronta si misura in emissioni, rifiuti e, purtroppo, sofferenza animale. Negli ultimi anni, il turismo di massa ha iniziato a diffondersi anche nelle destinazioni naturalistiche, portando con sé le stesse criticità che da tempo affliggono le mete urbane. Se da un lato ciò sta ad indicare un nuovo, o comunque crescente, interesse per l’ambiente, dall’altro rischia di compromettere proprio ciò che si cerca di valorizzare.

Quello che oggi chiamiamo “turismo responsabile” nasce proprio dall’intento di costruire un ponte tra il desiderio di scoprire la natura incontaminata e la necessità di mantenerla tale. Optare per l’ecoturismo significa vivere esperienze autentiche e profonde: non si tratta solo di osservare ma di sentirsi parte di qualcosa di più grande, prendendo coscienza del nostro ruolo nel proteggere (o danneggiare) ciò che ci circonda. Il CESRAM da anni promuove un modello di ecoturismo autentico e rispettoso, offrendo alla cittadinanza esperienze di avvistamento dei cetacei nel loro habitat naturale.

Le uscite in mare diventano vere e proprie attività formative pensate per informare, coinvolgere e sensibilizzare. Seguendo un rigoroso codice di condotta, il CESRAM dimostra come sia possibile osservare la fauna marina senza invaderla, in modo etico e consapevole. Attraverso queste attività, il centro svolge un’importante funzione educativa: informazione e sensibilizzazione sono, infatti, i mezzi più efficaci per aiutare a preservare la biodiversità marina. L’obiettivo è quello di alimentare nella collettività un senso di consapevolezza, affinché sempre più persone comprendano il valore della conservazione e gli effetti delle azioni sconsiderate dell’uomo sulla vita della flora e fauna marina.

Dott. Fortunato Malta
Biotecnologo