I cetacei popolano tutti i mari del pianeta, distinguendosi tra loro per abitudini, strategie di sopravvivenza e complesse strutture sociali; da ormai quindici anni, il CESRAM svolge un ruolo centrale nel monitoraggio e nella tutela di questi animali. Le sue attività di ricerca sono fondamentali per comprendere la distribuzione, il comportamento e lo stato di salute delle popolazioni presenti nel Mar Ionio e, allo stesso tempo, consentono di valutare l’impatto delle attività antropiche fornendo un contributo essenziale per la salvaguardia di queste specie.
Ma quali sono i cetacei che popolano queste acque? Delle oltre 80 specie ad oggi conosciute, gli avvistamenti effettuati nel corso degli anni hanno permesso di identificarne alcune che trovano nel Mar Ionio calabrese un ambiente particolarmente favorevole.
Con i suoi 169 mila chilometri quadrati di superficie, il Mar Ionio è secondo solo al Tirreno per estensione, ma primo per profondità, raggiungendo una massima di 5.270 metri al largo della Grecia.
L’eterogenea geomorfologia, unita al posizionamento geografico che lo pone come punto di incontro tra le fredde correnti atlantiche e le calde acque del Canale di Suez, rende questo mare un hotspot ideale per alcuni di questi mammiferi.
In particolare, delle otto specie che sono regolarmente avvistate nel Mediterraneo, sono tre quelle abitualmente osservate dal CESRAM durante le spedizioni di ricerca sulla megafauna ionica: la stenella striata, il tursiope e il grampo.
La stenella striata (Stenella coeruleoalba) è il cetaceo più abbondante nel Mediterraneo e primo per numero di avvistamenti, riconoscibile per il corpo affusolato, il dorso grigio scuro e le caratteristiche strisce lungo i fianchi. Può raggiungere i 2 metri di lunghezza e 120 kg di peso, vivendo principalmente in acque pelagiche profonde. Si nutre di pesci semi-abissali, cefalopodi (con una predilezione per i totani) e crostacei planctonici.
La stenella striata si sposta in gruppi che possono contare da 30 a oltre 100 individui e come molti altri delfinidi, comunica tramite click e fischi e utilizza l’ecolocazione per orientarsi e cacciare.
Le stenelle sono note per il loro carattere giocoso e socievole: spesso si avvicinano alle imbarcazioni per cavalcare le onde di prua compiendo spettacolari salti.
Il tursiope (Tursiops truncatus), secondo solo alla stenella per frequenza di avvistamenti, è il delfino più grande del Mediterraneo, raggiungendo i 3 metri di lunghezza e i 180 kg di peso. Ha un corpo robusto, una colorazione grigia uniforme e un rostro (muso) corto e tozzo. Nel Mediterraneo si trova prevalentemente in acque costiere, ma può spingersi anche in mare aperto, tendenzialmente per cacciare. Questo esemplare, infatti, è estremamente adattabile e può essere avvistato sia in acque poco profonde, incluse lagune ed estuari, sia in aree pelagiche, caratteristica che ne determina la distinzione tra ecotipo costiero e, appunto, pelagico.
Specie agile e veloce (può nuotare raggiungendo i 40 km/h), è un predatore la cui dieta varia da pesci a cefalopodi e crostacei.
Ogni individuo possiede un “fischio firma”, un suono distintivo usato per il riconoscimento individuale e la comunicazione all’interno del pod.
Grazie all’influenza dei media nella cultura popolare e il fatto che sia tra le specie più comuni nei parchi acquatici, è diventato il “delfino” per antonomasia.
Il grampo (Grampus griseus) è un delfino facilmente riconoscibile grazie alla sua testa tondeggiante e priva di rostro, alla pinna dorsale alta e arcuata, e al corpo solcato da numerose cicatrici bianche, dovute tendenzialmente alle interazioni sociali con i suoi simili. Sebbene nasca con una colorazione scura, col passare del tempo la pelle dell’animale tende a schiarirsi, facendo sì che gli esemplari più anziani appaiano quasi completamente bianchi. Può raggiungere i 4 metri di lunghezza e i 600 kg di peso.
Nonostante sia una specie pelagica, non è raro avvistarlo anche vicino alla costa, dove di solito si sposta in piccoli pod di 5-10 individui, anche se talvolta possono formarsi aggregazioni molto più ampie composte da centinaia di esemplari.
Il grampo comunica attraverso click e brevi fischi, utilizzati sia per l’ecolocazione che per la comunicazione sociale. È anche noto per alcuni comportamenti curiosi, comuni anche ad altri cetacei, come lo “spyhopping”, durante il quale emerge dall’acqua per osservare l’ambiente circostante, e il “tail slapping”, in cui colpisce la superficie del mare con la coda.
Nonostante queste tre specie siano le più frequentemente avvistate al largo delle coste ioniche, il Mediterraneo ospita una cetofauna ancora più ricca e variegata. Dai delfini comuni, la cui popolazione è drasticamente diminuita negli ultimi decenni a causa dell’impatto delle attività umane, ai maestosi capodogli, le cui rotte si snodano attraverso le profondità dello Ionio. A completare questo scenario vi sono zifi, globicefali e balenottere comuni, testimoni di un magnifico patrimonio faunistico da custodire e proteggere.
Dott. Fortunato Malta
Biotecnologo